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Beni culturali, la nota di Petraroia al ministro Franceschini

L'area archeologica di Altilia-Saepinum
L'area archeologica di Altilia-Saepinum

«Sig. Ministro,
condivido la necessità di creare lavoro dall'arte, dall'ambiente e dalla cultura per dare risposte ai giovani laureati e alle tante imprese della filiera corta, dei borghi e della ricettività per costruire un diverso modello di sviluppo che valorizza le risorse naturali, i beni ambientali e le potenzialità di giacimenti archeologici, storici e paesaggistici di inestimabile rilievo.
 
Per orientare la scelta dell'Italia in questa direzione sono necessarie due condizioni. La prima è che ci sia una strategia nazionale che miri a tutelare il territorio, l'agricoltura e l'ambiente, così come ne discuteremo, questa mattina, in provincia di Benevento, ad un'iniziativa promossa dalla Coldiretti che mira a contrastare la devastazione di impianti impattanti di produzione di energia che sottraggono i terreni alle coltivazioni agricole per uso alimentare.
 
La seconda condizione è connessa con la proposta di riorganizzazione del Ministero dei Beni Culturali approntata dal precedente Governo che va fermata. Sopprimere la Direzione Regionale del MIBAC in Molise, ad esempio, priverebbe le comunità locali di un presidio fondamentale per la difesa e la valorizzazione del patrimonio culturale con conseguenze drammatiche per il futuro della regione.
 
Si pensi all'antica città sannitico-romana di Saepinum -Altilia risalente al IV° Secolo A.C. che la stessa Coldiretti, questa mattina insieme a tante associazioni e amministrazioni locali della Campania e del Molise, proverà a difendere dalla realizzazione di torri eoliche che si porranno a qualche chilometro in agro dei Comuni di Morcone (BN), Santa Croce del Sannio (BN) e altri paesi.
Se non ci fosse stato il presidio istituzionale del Ministero dei Beni Culturali in Molise, la Valle del Tammaro, in provincia di Campobasso, in cui insiste la "Piccola Pompei" come l'ha definita lo storico dell'arte, Salvatore Settis, sarebbe già stata riempita da pale eoliche, alte più della cupola di San Pietro, con un'alterazione del paesaggio che avrebbe stravolto un sito archeologico risalente a 2.400 anni fa di assoluta importanza storica.
 
L'auspicio è che il MIBAC preservi la propria Direzione in tutte le regioni ed assuma a sé la realizzazione del Parco Nazionale del Matese e la valorizzazione del Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia.
 
Distinti saluti».
 

                                                                                Il vicepresidente
                                                                              Michele Petraroia