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Termoli-Lesina, riunione al MIF. Il Molise non arretra e dice no all'attuale progetto

Nagni. Ha chiesto ed ottenuto venti giorni di tempo per decidere: «Coinvolgeremo le comunità interessate per una valutazione partecipata»
Nagni. Ha chiesto ed ottenuto venti giorni di tempo per decidere: «Coinvolgeremo le comunità interessate per una valutazione partecipata»

«È iniziata la stretta nei confronti della regione Molise sulla questione del raddoppio ferroviario della Termoli - Lesina interessata dalla realizzazione dell'alta velocità sulla dorsale adriatica».
 
Sono parole dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Pierpaolo Nagni che, nella giornata di ieri, ha partecipato ad una riunione convocata dal ministro Lupi, alla presenza del sottosegretario Dal Basso De Caro, della struttura ministeriale, del presidente e dell'assessore al ramo della Regione Puglia e dell'amministratore delegato di Rfi Elia.
 
«Nonostante fossero tutti concordi sull'idea di andare avanti con il raddoppio della tratta Termoli-Lesina secondo l'attuale progetto - ha detto l'assessore Nagni -  il Molise è rimasto fermo sulle sue posizioni, non supportate però dal parere di Rfi in relazione alla possibilità di affiancare, con una variante, il doppio binario all'autostrada. Tale modifica comporterebbe, secondo la società,  costi troppo elevati. Si parla, infatti,  di una somma che va oltre i 150 milioni di euro e che, attualmente, non è reperibile. La Regione Puglia si è poi appellata all'art. 165 comma 6 della legge 163/2006 che prevede, in caso di dissenso da parte nostra, che la decisione venga rimessa al Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per le Infrastrutture e Trasporti. Questo, purtroppo, equivale a dire che sarebbe, con ogni probabilità, una partita persa».
 
«Ecco perché, di fronte a tale evenienza - ha precisato Nagni - abbiamo chiesto ed ottenuto  ulteriori 20 giorni di tempo per poter decidere sul da farsi. L'idea è quella di convocare, al più presto,  una grande assemblea pubblica che coinvolga le comunità  interessate per poter decidere, insieme  ai cittadini e al governatore Frattura, se continuare a mantenere le nostre attuali posizioni, che potrebbero non ottenere il risultato sperato, o pensare di accettare le condizioni che ci sono state poste». 
 
«Eviteremmo, così,  di minare il quadro di equilibrio con le altre regioni l'assessore e con il Governo centrale - ha concluso l'assessore - e, al tempo stesso, potremmo  ottenere compensazioni per il territorio. Ogni decisione dovrà essere, però, condivisa e partecipata».