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Agricoltura nelle aree montane e svantaggiate, riaperto il bando sulle indennità compensative

Facciolla: «Puntiamo conservazione della biodiversità ed alla diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturalistico»
Facciolla: «Puntiamo conservazione della biodiversità ed alla diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturalistico»

L'Assessorato alle Politiche agricole della Regione Molise ha provveduto alla riapertura del bando per l'attivazione della Misura 2.1.1 avente ad oggetto le "Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone montane" e della Misura 2.1.2. inerente le "Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane". 
 
«L'obiettivo - ha dichiarato l'assessore Vittorino Facciolla - è quello di mantenere le aziende agricole in aree montane e svantaggiate al fine di ottenere una maggiore tutela del territorio, una conservazione della biodiversità e una  tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturalistico. L'entità e l'intensità dell'aiuto, erogato sotto forma di premio annuale e per ettaro, risponde a quanto previsto nel Programma di Sviluppo Rurale della Regione Molise FEASR 2007-2013». 
 
Ciascuna azienda partecipante può ricevere un aiuto fino ad un massimo di 10.000 euro, impegnandosi a proseguire l'attività agricola per un quinquennio a decorrere dal primo pagamento dell'indennità compensativa. 
 
«Un aiuto - ha affermato l'assessore - finalizzato a compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi e della perdita di reddito causati dagli svantaggi che ostacolano la produzione agricola in montagna e nelle aree caratterizzate da svantaggi naturali diverse da quelle montane». 
 
Entro il 15 maggio 2014, pertanto, gli imprenditori agricoli interessati devono presentare domanda utilizzando il modello fornito da AGEA, che va inoltrato per mezzo del portale SIAN tramite i CAA autorizzati. Per poter partecipare, i beneficiari devono avere determinati requisiti, ovvero non avere un'età superiore ai 65 anni (per gli uomini) ed ai 60 anni (per le donne), condurre aziende aventi indirizzo zootecnico (bovini, ovicaprini ed equidi) e regolarmente registrate ai servizi veterinari dei Distretti sanitari di appartenenza, nonché essere iscritte nei registri INPS e C.C.I.A.A., ramo agricoltura.