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Lavoro, Petraroia sulle riforme strutturali annunciate dal Governo nazionale

Petraroia: «Sul lavoro non bastano le riforme, che pure sono necessarie e positive. Servono soldi veri dello Stato»
Petraroia: «Sul lavoro non bastano le riforme, che pure sono necessarie e positive. Servono soldi veri dello Stato»

«E' indubbio che un assetto istituzionale più moderno aiuta il Sistema Paese ad essere più snello e competitivo recuperando inefficienze, sprechi e spese inutili, verso investimenti produttivi in favore di imprese, università e poli di ricerca. Si pensi ai costi che sopporta il Molise per le mancate riforme dei Consorzi industriali, degli Enti per il Turismo, dell'Arpam, dell'Agenzia Molise lavoro, degli Istituti delle Case popolari, di Sviluppo Italia Molise, dell'Autorità di Bacino, di Molise Dati e di altre agenzie o società in house. 
 
Organizzare meglio l'assetto amministrativo statale, regionale e locale, permette di recuperare margini di efficienza ponendo al centro della strategia politica il lavoro, l'impresa ed uno sviluppo equilibrato, armonico e sostenibile. Fermo restando questa condivisione di principio verso un riordino complessivo dell'ordinamento istituzionale che abbatta i costi della politica ed indirizzi più risorse sulla scuola, sulla formazione e sulla conoscenza, non serve ricorrere alla propaganda per alimentare aspettative illusorie nei cittadini circa le ricadute occupazionali che ci si attende da alcuni provvedimenti approntati in materia di lavoro. 
 
Il viceministro Morando, parlando di salario minimo, è giunto a minacciare di arresto gli imprenditori infedeli, ed il ministro del Lavoro Poletti ipotizza 900 mila occupati al 1° maggio grazie al progetto europeo  "Garanzia Giovani", oltre ad una serie di benefici decantati su nuovi posti di lavoro per il Decreto legge su apprendistato e contratti a termine. 
 
Al viceministro del Tesoro Morando, le imprese italiane potrebbero ricordare che vantano dallo Stato 90 miliardi di pagamenti certificati per opere realizzate e servizi erogati. Diverse aziende sono fallite o stanno portando i libri in Tribunale per crediti non riscossi da Enti pubblici. Prima di chiamare i Carabinieri per arrestare gli imprenditori, bisognerebbe almeno onorare i debiti. 
 
Al Ministro Poletti si potrebbe dire che, se di 1,5 miliardi di "Garanzia Giovani" al Molise saranno assegnati 7,6 milioni di euro in un biennio a fronte di decine di migliaia di giovani disoccupati ,che effetto concreto si può ipotizzare in termini di nuovi posti di lavoro? 
 
Se, per pagare gli stipendi di un anno a 160 dipendenti dell'Arpam, servono 9,5 milioni di euro con 3,8 milioni di euro l'anno, cosa potremmo garantire ai giovani disoccupati del Molise? 
 
E dalle modifiche previste dal Decreto legge su apprendistato e assunzioni a termine o nel disegno di legge sul lavoro, veramente ci si attendono esiti straordinari in chiave occupazionale? 
 
Nel 1977, quando il tasso di disoccupazione era come oggi al 13%, lo Stato si inventò la "285", una legge che permise di assumere decine di migliaia di giovani negli Enti pubblici, nel mentre in questi giorni il Commissario per i tagli alla spesa, Cottarelli, parla di 85 mila esuberi nella Pubblica Amministrazione. 
 
O lo Stato tira fuori i soldi, o col fumo non si crea lavoro!».
                                                                          
                                                                                      Michele Petraroia