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Roma, al tavolo ministeriale la vertenza Ittierre

In discussione la Cassa integrazione straordinaria per 12 mesi a favore di circa 700 lavoratori
In discussione la Cassa integrazione straordinaria per 12 mesi a favore di circa 700 lavoratori

Il Ministero del Lavoro ha trasmesso formalmente alla Regione Molise la convocazione per la trattazione della vertenza Ittierre, in programma domani a Roma, per procedere all'esame sindacale congiunto finalizzato alla collocazione in Cassa integrazione straordinaria per 12 mesi di poco meno di 700 unità lavorative. Una vicenda sociale dai risvolti drammatici per la Provincia di Isernia e per il Molise con nuclei familiari rimasti privi di prospettive che necessitano di essere messi in sicurezza almeno per ciò che concerne la tutela del reddito.
 
"Su questo aspetto è fondamentale la cooperazione tra istituzioni locali, sindacati e lavoratori - comunica in una nota l'Ufficio stampa del vicepresidente Petraroia - perché, come ha confermato la riunione di questo pomeriggio della IX Commissione della Conferenza delle Regioni, è in atto un processo riformatore in materia di ammortizzatori sociali che merita di essere seguito con attenzione senza dare nulla per scontato. Già ieri in occasione della proroga di tre mesi della Cassa in deroga per i 106 addetti di Esattorie è stato più difficile del previsto acquisire l'orientamento favorevole del Ministero, mentre si moltiplicano in diverse Regioni italiane i controlli della Guardia di Finanza su pratiche di Cassa integrazione con acquisizioni di documenti e di verbali di esame congiunto".
 
"Per questo -  è scritto ancora nel comunicato - il Disegno di legge di riordino della materia rappresenta uno snodo delicato per il Molise, viste le migliaia di lavoratori che beneficiano degli ammortizzatori sociali ordinari, straordinari e in deroga. È utile ed opportuno agire in modo efficace nelle dinamiche parlamentari di conversione in legge del provvedimento, evitando di concentrare aspettative eccessive sugli strumenti di sostegno al reddito della Regione, assolutamente inconsistenti, come è facile desumere dalla lettura del Bilancio 2014.A ciò deve aggiungersi una linea di rigore imposta dalle politiche di contenimento della spesa pubblica che vieta alle Regioni di partecipare alla costituzione di società ed impedisce erogazioni dirette o indotte ad imprese". 
 
"È preferibile - conclude la nota - concentrare energie e determinazioni nei luoghi ove si può incidere sulle tutele delle nostre comunità più che persistere in sollecitazioni di stampo assistenziale vietate dalle norme ed in contrasto con l'austerità del Governo Renzi".