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Riordino del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge. Petraroia: certezze a tutti gli interlocutori che operano nel settore

Stabilità e prospettive all'intero sistema di welfare regionale e valorizzazione del ruolo della famiglia, tra le novità della nuova normativa
Stabilità e prospettive all'intero sistema di welfare regionale e valorizzazione del ruolo della famiglia, tra le novità della nuova normativa

Approvata dal Consiglio regionale la proposta legge di riordino del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali con la quale si recepisce nella legislatura della Regione Molise, dopo 13 anni, la Legge quadro nazionale di settore n. 328/2000. 
 
Un percorso condiviso, avviato lo scorso 19 luglio, che ha visto protagonisti soggetti istituzionali, sindacati, enti di patronato, parti sociali, terzo settore e mondo del volontariato, i quali avevano già espresso il loro apprezzamento per la predisposizione di questo importante atto normativo e proposto contributi integrativi e migliorativi al testo di cui la struttura regionale ha puntualmente tenuto conto.
 
L'impianto normativo illustrato, oltre a sistematizzare e recepire la norma di riferimento nazionale, corrisponde alle necessità nonché alle criticità che, spesso, sono state fatte emergere dai soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione associata dei servizi sociali, ovvero Comuni, Province, Asrem, Ambiti territoriali sociali, Amministrazione regionale. 
 
«Grazie all'adozione della nuova normativa si stabilisce - conferma l'assessore regionale alle Politiche sociali, Michele Petraroia - una cornice di riferimento sulle politiche sociali offrendo certezze a tutti gli interlocutori che operano in un ambito di grande delicatezza, dando sicurezza ai Comuni, alle associazioni, alle strutture assistenziali, al terzo settore, alle cooperative, ai sindacati, al volontariato, agli operatori sanitari e a tutti coloro che interagiscono con le fragilità, con la povertà, con la disabilità, con le dipendenze patologiche, con i bisogni inevasi essenziali, con la dispersione scolastica, con i problemi dei migranti e con tutte le esigenze delle tossicodipendenze, dell'inclusione sociale e dell'integrazione delle fasce deboli».
 
Definiti i ruoli e le rispettive competenze dei soggetti istituzionali coinvolti nella gestione dei servizi sociali; proposta l'istituzione, oltre alla Commissione regionale per le Politiche sociali, della Conferenza regionale delle Politiche sociali, composta dal direttore del Servizio regionale assistenza territoriale della Direzione salute, i responsabili provinciali dei Servizi Politiche sociali, i coordinatori degli Ambiti territoriali sociali, un rappresentante dell'Ufficio scolastico regionale e uno dell'Arem.
 
Tra le novità introdotte, si registra la presenza di risorse ordinarie certe che conferiscono stabilità e prospettive all'intero sistema di welfare regionale; la valorizzazione del ruolo della famiglia che la pone al centro del sistema stesso assegnandole un ruolo attivo e coinvolgendola direttamente nell'elaborazione di proposte e progetti al fine di migliorare la qualità e l'efficienza.
 
«Grande attenzione viene prestata alla formazione continua e all'aggiornamento degli operatori del servizio - sottolinea l'assessore al ramo Petraroia - nella consapevolezza del fondamentale ruolo che essi assolvono sia nell'erogazione della prestazione sia nell'attivazione e promozione di una rete relazionale con i cittadini e le famiglie».