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Profughi Petacciato, visita del vicepresidente Petraroia alla struttura di accoglienza: prevalga la solidarietà

Sono 87 i profughi e i rifugiati ospitati, per lo più provenienti dall'Africa
Sono 87 i profughi e i rifugiati ospitati, per lo più provenienti dall'Africa

Questo pomeriggio, nonostante le precarie condizioni di salute,  il vicepresidente della Giunta regionale, Michele Petraroia, ha accolto l'invito della struttura di accoglienza di Petacciato in cui sono arrivati  87 profughi e rifugiati, per lo più donne e bambini provenienti dall'Africa, per offrire  loro un saluto, aiutare a stemperare le tensioni e favorire l'avvio di un dialogo tra i migranti, le comunità locali e gli operatori che gestiscono l'ospitalità.

«I rilievi sul modello emergenziale avanzati pubblicamente dagli amministratori comunali di Petacciato che lamentano il mancato coinvolgimento nell'attivazione del centro di accoglienza  - ha detto Petraroia - meritano di essere approfonditi nel merito per individuare insieme presso il Tavolo di coordinamento della Prefettura di Campobasso ogni possibile soluzione. Contestualmente vanno rasserenati i profughi con progetti inclusivi di socializzazione e  di apprendimento mirato della lingua italiana, da promuovere insieme ai volontari ed, eventualmente, al Centro Territoriale Permanente di Termoli».

«Spetta al Ministero degli Interni - ha aggiunto il vicepresidente -  potenziare la vigilanza sul territorio interessato per garantire il normale prosieguo delle attività economiche locali a partire dalle attività turistiche in via di approntamento sulla costa molisana per la stagione estiva. Con senso di responsabilità e spirito di collaborazione, si può aprire un confronto tra le parti che tenga conto delle diverse esigenze e delle diverse posizioni con l'obiettivo di giungere ad una sintesi condivisa che non danneggi nessuno».

«E' indubbio che il modello emergenziale della gestione dei flussi dei rifugiati da parte del Ministero degli Interni è sbagliato - ha concluso Petraroia -  ma al momento, più che alimentare le contrapposizioni, è preferibile ricercare le soluzioni, per la semplice ragione che la responsabilità non può essere imputata ai profughi e ai migranti. Per questo mi permetto di lanciare un appello al dialogo che aiuti tutti a superare i contrasti affrontando i problemi e individuando mediazioni possibili».