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Aspettando Francesco, il Molise della cristianità e dell'impegno sociale da San Giovanni Eremita a Padre Giuseppe Tedeschi. Evento in programma a Campobasso il prossimo 1° luglio

Un dono al Molise
Un dono al Molise

Mettere in risalto i volti, le storie, la cultura ed il valore di una tradizione millenaria del Molise, fatta di laboriosità, spirito di sacrificio, semplicità ed impegno sociale. Questo l'obiettivo di "Aspettando Francesco. Il Molise della cristianità e dell'impegno sociale da San Giovanni Eremita a Padre Giuseppe Tedeschi". L'evento, organizzato dall'Assessorato regionale alle Politiche sociali,  avrà luogo martedì 1° luglio 2014, con inizio alle ore 19.30, presso la Sala Parlamentino di Palazzo Vitale a Campobasso.
 
C'è un Molise fatto di storie umane, di missionari, di figure religiose e di associazioni che da secoli si sono dedicate alla pace, alla mutualità e all'aiuto dei più deboli.
Tra gli esempi più belli e meno noti della nostra terra si colloca San Giovanni Eremita, nato a Tufara nel 1084 che, al ritorno da Parigi dove si fermò nel 1103, donò tutte le sue ricchezze ai poveri ed entrò nel 1104 nel monastero di Sant'Onofrio a San Severo, avviando un cammino che lo portò a fondare l'abbazia di Gualdo Mazzocco, destinata a diventare una delle più importanti dell'Italia centro-meridionale. 
 
San Giovanni Eremita morì il 14 novembre 1170 e venne proclamato Santo il 28 agosto del 1221. Oggi è il Patrono dell'Alta Valle del Fortore ed è il Copatrono della Diocesi di Campobasso. A distanza di IX secoli, la devozione dei fedeli tramandata oralmente da generazione in generazione è rimasta intatta e rappresenta emblematicamente i tratti identitari della nostra comunità regionale ricca di esempi missionari, di associazioni mutualistiche e di meritorie organizzazioni di volontariato.
 
«L'imminente visita di Papa Francesco -
dice l'assessore regionale Michele Petraroia, che coordinerà i lavori -  scuote i nostri ritmi quotidiani ripiegati sulle mille emergenze che assillano i molisani e ci aiuta ad alzare lo sguardo sul futuro per accogliere in armonia e gioia una figura carismatica capace di suscitare speranza nel futuro e mobilitazione per il bene comune. Il Molise si sta predisponendo a vivere un giorno che resterà negli annali della storia regionale ed intende far convergere tutte le proprie energie positive nell'approntamento di ogni evento programmato con lo slancio generoso e la passione civile di cui è capace».
 
«Il nostro territorio -
conclude Petraroia -  saprà vivere il 5 luglio come un dono e saprà operare per far tesoro del messaggio di Papa Francesco in favore dell'Italia Minore, delle periferie e delle aree interne e svantaggiate.  Con la forza dell'altruismo, della generosità e della dedizione sarà possibile riprendere il cammino del Molise restituendo una prospettiva di dignità alle nostre popolazioni».