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Ricordato a Chieri Gaetano Scardocchia

Chieri,saloni Terrazza Martini. Pietracupa consegna al Presidente del Consiglio del Comune piemontese una campana della Pontificia Fonderia Marinelli
Chieri,saloni Terrazza Martini. Pietracupa consegna al Presidente del Consiglio del Comune piemontese una campana della Pontificia Fonderia Marinelli

Un'ambientazione suggestiva, giornalisti illustri e un assaggio di "molisanità", sobria ma profonda, hanno fatto da sfondo all'evento organizzato a Pessione di Chieri, vicino Torino, per ricordare Gaetano Scardocchia, giornalista di classe e campobassano purosangue che ha avuto il merito, tra le altre cose, di guidare il prestigioso quotidiano torinese La Stampa dal 1986 al 1990.  E' stata proprio la presenza de La Stampa, con il suo Vicedirettore, Vittorio Sabadin, ad accendere la fiamma del ricordo nel corso di un pomeriggio che è stato aperto dal giornalista originario di Trivento, Giuseppe Di Claudio, organizzatore dell'iniziativa denominata "Un molisano per le vie del mondo" e che ha visto partecipare anche la Regione Molise - partner insieme ad altri enti e istituzioni - con il Vicepresidente Mario Pietracupa.

Un evento, quello di ieri, collegato al Premio internazionale dedicato a Scardocchia, concorso riservato alla stampa italiana all'estero. L'iniziativa ha raccolto il favore dei giornalisti e, sotto forma di patrocinio, quello di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Consiglio regionale del Piemonte, Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria e Parlamento Europeo.

Ad aprire l'incontro, ospitato nella Terrazza Martini (presente la responsabile del Museo Martini di Storia dell'Enologia, Cristiana Fanciotto), è stato Giuseppe Di Claudio, Presidente del Centro Studi Terra Molisana e organizzatore del Premio: «Ci tenevamo tanto a ricordare nel modo migliore Gaetano Scardocchia e a valorizzare il Premio internazionale a lui dedicato. Quest'idea è nata nel 2009 a Madrid, sotto la spinta dell'Ambasciata e degli italiani di Spagna che sentono particolarmente la questione emigrazione. Il Premio è dedicato al più grande giornalista molisano di sempre, un uomo e un professionista che ha girato il mondo e, per questo, rappresenta a pieno titolo tutti gli emigranti che hanno varcato i confini del Molise e dell'Italia per affermare le proprie idee e seguire le proprie aspirazioni.
 
Il Premio è alla seconda edizione e intende esaltare non solo le capacità di chi lavora nel giornalismo, ma pure contribuire, insieme alle altre organizzazioni precostituite, alla diffusione dell'uso  e della conoscenza della lingua italiana, così come il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi aveva auspicato nel suo settennato».

«Gli elaborati  - ha concluso - dovranno essere consegnati, come da bando, entro il 31 agosto, le premiazioni  si svolgeranno nel mese di ottobre».
Da un intervento all'altro, è toccato al Dott. Carlo Di Giambattista, Presidente della Famiglia abruzzese e molisana in Piemonte e Valle d'Aosta amplificare il senso dell'iniziativa: «Con la sua esperienza di inviato speciale da diversi Paesi del mondo, in particolare dagli Stati Uniti, Scardocchia ha fatto vivere oltreoceano le sensazioni e i fatti di terre geograficamente lontane, ma rese più vicine dalla sua capacità di comunicare. In questo senso, la scrittura, e il giornalismo in particolare, sono veicoli  essenziali per coinvolgere direttamente gli uomini in tematiche delicate come quella dell'emigrazione».

Il Sindaco di Chieri, Francesco Lancione, ha poi sottolineato con orgoglio le sue origini abruzzesi: «Mi sento anch'io vicinissimo al Molise, ancora di più in una giornata che vede protagonista un grande personaggio nativo di Campobasso».
Il ritratto umano e professionale di Scardocchia è stato tracciato dal Vicedirettore de La Stampa, Vittorio Sabadin, suo grande amico: «Ho lavorato quattro anni con Gaetano, ho un ricordo bellissimo di quel periodo. Per la verità, tutti quelli che hanno lavorato con lui lo ricordano come il migliore direttore avuto al quotidiano. Scardocchia ha rivoluzionato La Stampa: ha avuto la forza di far crescere il giornale dalla dimensione locale a quella nazionale, e il coraggio e l'intuito di ridurne fisicamente il formato, un'idea che purtroppo venne assorbita con lentezza dai lettori.
 
Ovviamente uno come lui - ha proseguito Sabadin - non rispondeva a nessun partito politico. Il suo rigore nella professione e nello scrivere era evidente, ma soprattutto era uno curioso, appassionato e che si impegnava tantissimo nel suo lavoro. Quando tornava dall'estero faceva notare la differenza tra il modo di lavorare fuori e quello tipico italiano e imponeva con tutte le sue forze quel rigore e quella serietà durante l'attività. In poche parole - ha concluso Sabadin - Gaetano Scardocchia ha fatto la storia de La Stampa. Lo dimostra anche il fatto che la famiglia Agnelli lo ha stimato tanto e, all'occorrenza, lo ha difeso a spada tratta».

Chiuso il puntuale e sentito ricordo di Sabadin, a concludere gli interventi è stato il Vicepresidente della Regione Molise, Mario Pietracupa, che ha sostenuto nella sua funzione istituzionale il Premio internazionale e la stessa giornata dedicata al ricordo di Scardocchia: «Sono felice -  ha detto- di poter partecipare a questa iniziativa dedicata ad un molisano illustre. L'esempio di Gaetano Scardocchia che dal piccolo Molise è riuscito ad affermarsi a livello nazionale e mondiale senza mai perdere l'amore per la propria terra e il contatto con le radici, è un tesoro inestimabile per la nostra regione. Un personaggio di così alto profilo, ricordato oggi, alla presenza di tanti italiani, meridionali e non, rappresenta un segno per il Molise, il riferimento costante di un giornalismo puro, fatto di ideali, di regole, di precisione e di passione per la professione».

«Ogni volta che vado all'estero o comunque lontano dal Molise - ha continuato Pietracupa - mi accorgo che i nostri corregionali mostrano un senso di appartenenza straordinario, che è anche superiore a quello degli stessi corregionali del Molise. Oggi, anche grazie al ricordo di Scardocchia e al Premio internazionale, siamo orgogliosi di poter esportare l'operosità molisana e il desiderio di sentirci fieri delle nostre origini. Grazie a Scardocchia tutto questo è possibile».
«E sarebbe bello - ha concluso Pietracupa - che in una fase assai delicata che ci vede quotidianamente assistere a liti e problemi, molto spesso tra Nord e Sud, quello di oggi potesse rappresentare un momento di unità e un punto di partenza  per sentirci tutti allo stesso livello e parte della stessa Italia».

Si è concluso con questeo augurio, e con la consegna di una campana della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone da parte di Pietracupa, per la Regione Molise, al Presidente del Consiglio comunale di Chieri Nicola Mercurio, un pomeriggio denso di emozioni.
 
Tanta partecipazione e, da ultimo, il tocco di "molisanità" che ha accompagnato prima gli interventi e poi il Cocktail Martini. Tutti i presenti hanno infatti potuto ascoltare il concerto de "I musicanti del piccolo borgo" di Silvio Trotta, artista nativo di Capracotta. Dal Molise dei giornalisti impegnati a quello delle tradizioni popolari: nel segno di una terra che ha in sé tutte le qualità per farsi conoscere e apprezzare.