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Jelsi, convegno sulla cucina molisana nel mondo

Jelsi. Da sinistra nella foto: lo scrittore Pietro Corsi e il Presidente Pietracupa
Jelsi. Da sinistra nella foto: lo scrittore Pietro Corsi e il Presidente Pietracupa

«Rispetto per l'ambiente, identità e tradizione sono elementi essenziali per sopravvivere in tempi difficili come quelli attuali e per dare prospettive ad una regione come la nostra, un territorio piccolo sul piano dei numeri, ma con tante peculiarità e qualità».

Così il Presidente del Consiglio regionale del Molise, Mario Pietracupa, questa mattina, a margine dell'intervento a Jelsi per il convegno "Cucina italiana nel mondo: i piatti della tradizione sulla tavola dei molisani all'estero".

«La salvaguardia e la promozione della nostra cultura - ha proseguito il Presidente dell'Assise di Palazzo Moffa - passano necessariamente attraverso la tutela dell'ambiente inteso come territorio in cui viviamo. A questo proposito, mi viene in mente quanto sta succedendo oggi all'Ilva di Taranto dove, da una parte c'è il rischio di un danno ambientale di notevole portata, e dall'altra il pericolo che migliaia di lavoratori perdano il posto. Indubbiamente, questi ultimi vanno salvaguardati, ma non si può derogare alle regole vigenti, barattando la vita col lavoro, altrimenti si cancellerebbero alla base le nostre radici. E' questo il pericolo che va scongiurato, soprattutto in una regione come la nostra, che potrebbe essere molto ambita per interessi poco nobili e che invece va tutelata attraverso le istituzioni, le quali hanno un ruolo importante e devono continuare ad averlo, soprattutto con pratiche di buona politica che mirano all'interesse generale».

Nella Sala Annunziata, in pieno Centro storico, Pietracupa ha tracciato le coordinate conclusive dell'incontro e, prendendo spunto dai brillanti interventi - moderati dall'Avvocato Arturo Messere - tra gli altri quelli del professor Sebastiano Martelli e degli scrittori e saggisti Pietro Corsi e Norberto Lombardi, ha trovato il modo di allargare il tema dibattuto e di lanciare una riflessione a microfoni spenti, il giorno dopo la "sbornia" di pubblico e di colori per la sfilata dei carri di Sant'Anna.

«Sono qui, come faccio sempre quando vado in giro, per approfondire e imparare dai qualificati relatori presenti - ha detto - e tentare di porre le basi per una discussione utile a trovare un percorso comune e virtuoso. La memoria e l'identità del mangiare dei molisani all'estero sono  temi culturalmente elevati. Il cibo è un segnale inequivocabile del vissuto della nostra gente, rappresenta una parte della nostra cultura. Il Molise è ricchissimo di questa cultura e da essa può trarre spunto per tenere in piedi la sua identità di territorio, non in termini filosofici, ma in termini pratici, cioè attraverso le idee e la loro concretizzazione».

«Per farlo - ha detto ancora Pietracupa - non dobbiamo chiuderci al confronto con le altre culture per paura di perdere la nostra "moli sanità", ma dobbiamo capire cosa vogliamo e dobbiamo essere come molisani. Quello che conta è, e sarà, la determinazione nell'aprirci agli altri con capacità attrattiva, per muovere anche l'economia dal basso, sfruttando le nostre peculiarità e tenendo fermo il principio che la nostra identità è un valore aggiunto e non una limitazione».