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Programmazione 2014/2020 ed inclusione sociale, parte il confronto sul reddito minimo di cittadinanza

Campobasso, Assessorato alle Politiche sociali. La riunione con i rappresentanti dell'associazionismo e del volontariato
Campobasso, Assessorato alle Politiche sociali. La riunione con i rappresentanti dell'associazionismo e del volontariato

Lodevole iniziativa quella messa in campo questa mattina presso l'Assessorato regionale alle Politiche sociali, dove il vicepresidente della Giunta regionale, Michele Petraroia, ha inteso incontrare un ampio parterre, caratterizzato principalmente da rappresentanti del mondo dell'associazionismo e del volontariato, rappresentanze sindacali, dirigenti e tecnici della struttura regionale che stanno predisponendo le linee strategiche della nuova programmazione europea 2014/2020 per verificare soluzioni possibili all'attivazione di strumenti concreti, primo fra tutti  quello del reddito minimo di cittadinanza.
 
Tale strumento, già istituito in un apposito articolo nella Legge finanziaria regionale 2012, ma che non ha mai visto un'applicazione concreta a causa della mancata copertura finanziaria nel rispettivo capitolo di bilancio, appare non più procrastinabile, a causa dell'impellenza che attanaglia tante famiglie e singoli cittadini  che vivono condizioni di sofferenza e che non riescono ad arrivare a fine mese. Il reddito minimo di cittadinanza potrebbe così diventare per i molisani un elemento di certezza nel momento in cui ci scatteranno particolari situazioni problematiche: si tratterebbe di garantire un sussidio di circa 350 euro per 12 mesi, da destinare a nuclei familiari in possesso di specifici requisiti. 
 
Per avviare, dunque ,un ragionamento di larghe intese, l'assessore alle Politiche sociali, Michele Petraroia, ha condiviso con i presenti la volontà di verificare una possibile rimodulazione delle risorse regionali attualmente disponibili al fine di destinare una specifica quota per il finanziamento del reddito minimo di cittadinanza o altre misure equipollenti e, soprattutto, si è detto immediatamente disponibile ad individuare le modalità attraverso cui possa essere recepito, a livello regionale,  il documento adottato ieri dalla IX Commissione nazionale della Conferenza delle Regioni, con il quale gli assessori alle Politiche sociali delle varie regioni italiane hanno chiesto, in maniera convinta, nella definizione delle linee strategiche della prossima programmazione europea, misure specifiche che favoriscano l'inclusione sociale e che contrastino forme di povertà.   
 
L'argomento è stato affrontato con il direttore del Servizio regionale Coordinamento e Gestione Fondo Europeo Sviluppo Regionale, Ing. Massimo Pillarella, che ha illustrato ai presenti, in maniera semplice e puntuale, la strategia europea per la programmazione dei fondi strutturali 2014/2020, soffermandosi sull'ambizioso progetto che la Commissione europea si è data e che consiste nel destinare il 20% dell'ammontare delle risorse FSE  all'obiettivo tematico 9 (promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà). 
 
«Quello a cui miriamo - ha precisato l'assessore Petraroia - è sancire, a livello regionale, un principio fondamentale che tuteli i diritti di cittadinanza in modo che chiunque viva una situazione di disagio sappia concretamente a chi rivolgersi per superare quel particolare momento».
«Nel percorso che porterà ad una nuova legge quadro regionale sulle politiche sociali, di cui discuteremo in una specifica riunione programmata a fine mese, inseriremo anche misure in grado di dare risposte concrete alle fasce meno abbienti e alle famiglie in difficoltà», ha concluso il vicepresidente della Giunta regionale